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Archivio mensile:agosto 2019

ORARI S. MESSA Festiva – 1° settembre 2019

Domenica 1° settembre 2019 la S. Messa festiva sarà unicamente alle ore 11.00

 
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Pubblicato da su 31 agosto 2019 in Celebrazioni

 

CATECHISMO ANNO 2019/2020: iscrizioni

Parrocchia di S. Alessandro a Giogoli
Scandicci (FI)

Cammino prima comunione –  accettiamo iscrizioni dei bambini che hanno compiuto 7 anni.
I bambini faranno un percorso di 3 anni per arrivare alla comunione, e 2 anni di preparazione alla cresima.
Il percorso completo sarà di 5 anni.

Solo per le iscrizioni al primo anno del corso di prima comunione è necessario inviare la richiesta
entro il 15 settembre 2019  a questo indirizzo di posta elettronica:
giogolicatechismo@gmail.com

Nella mail dovete indicare:

  • nome e cognome del bambino/a
  • data di nascita 
  • classe che frequenterà il bambino/a a settembre
  • nome di un genitore da contattare con indirizzo mail e numero di cellulare
  • se preferisce frequentare il catechismo il sabato pomeriggio o la domenica pomeriggio. Quest’ultima richiesta verra’ valutata e cercheremo di assecondare le vostre esigenze in base al numero degli iscritti e disponibilita’ degli spazi.

Per tutti gli altri gruppi di catechismo già formati negli anni passati le iscrizioni verranno prese direttamente dai catechisti, che vi contatteranno, indicandovi la data del primo incontro.

 
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Pubblicato da su 30 agosto 2019 in Catechismo

 

Omelia di don Giorgio – domenica XXI , anno C

“Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel Regno di Dio”(Lc 13,22-30) 

 

fiume

 

Una volta scaturito dalla silente sorgente il fiume procede ingrossando sempre di più, diventa  ruscello, torrente, fiume.

E mentre procede si apre il sentiero in cui scorrere decidendo sempre per il percorso migliore.Mentre fa la sua corsa, si scava il suo letto, tra la cedevole terra e la resistente pietra che infine si lascia levigare modellare.Il fiume sa la sua direzione, sa che deve giungere al mare, sfociare nell’oceano.

La nostra esistenza umana è vicenda di fiume.

La nostra vita è una scelta continua, dentro spazi a volte agevoli, a volte resistenti.

Deve comunque scegliere.

Anche la vita umana avverte un suo destino ultimo e lì si orienta.

Si muove verso il futuro, verso un di più, verso una condizione migliore.

A volte accade che il di più, che il fine si lasci presagire.

L’aurora annuncia il meriggio.

A volte la vicenda storica accoglie in sé delle presenze di una realtà che sfonda la storia, che va oltre il tempo immediato.

Un profeta un uomo positivo un santo, sono squarci che indicano l’orizzonte verso cui procedere.

Ma accade che il fine ultimo, che Dio decide lui stesso di mostrarsi

Lo fa attraverso persone e modi diversi

Fino a farsi presente personalmente come è accaduto con il Cristo.

Cristo è passaggio storico, che fa presagire l’eterno.

Nel perimetro del suo corpo e della sua vicenda fa percepire l’infinito, l’immortale

fa presagire l’oceano dove sfociano, gli sterminati rivoli delle esistenze umane,

Ma il Cristo,con tale suo presentarsi, non schiaccia l’uomo, non lo obbliga a nulla.

Si presenta indica aspetta che l’uomo lo scorga, che lo veda in profondità.

Che guardando lui vedano il Padre. Che udendo la sua voce, percepiscano la Parola prima e ultima.

Che chi lo avvicina, lo avverta come l’elemento decisivo anche per la sua vita.

Aspetta che l’uomo si decida a farsi coinvolgere totalmente.

Che lo avverta come il punto definitivo della vita.

Cristo si pone come la boa nel mare del tempo.

Ma l’andare verso di lui, richiede una adesione totale a lui. .

Ora l’adesione richiede la decisione. .

Occorre decidere, tagliare cioè Occorre un taglio uno stacco. Ogni partenza esige il distanziarsi dalla riva per procedere nel viaggio.

 

La vera riva dalla quale occorre staccarsi, alla fin fine è quella  di noi stessi.

È la porta stretta da attraversare. Occorre abbassarsi farsi piccoli. Lasciare dietro di sé l’attaccamento a sé.

Ora si dà il caso che si voglia, e restare attaccati a sé.

E anche mantenere il contatto con Dio, con la presenza di Dio.

Si vuol stare su due rive.

Così nasce una adesione puramente esteriore, non giocata fino in fondo. .

Ci si bagna, ma non si procede.

Si ascolta la parola, ma non la si fa propria.

Ci si ammanta del religioso,

ma il cuore non aderisce totalmente.

Basta darsi una verniciatura, superficiale.

Cristo non diventa lievito, resta una mano di vernice data in modo sbrigativo.

Certo il seguire il Cristo richiede fatica.

L’acqua ti tiene a galla, ma tu devi nuotare, faticando anche.

Il salire la montagna, richiede fatica, è inevitabile, è inutile sorprendersi.

 

La fatica che si deve fare, saggia la sincerità, verifica la profondità della scelta.

Alcuni passaggi faticosi, anche drammatici,  della vita sono delle verifiche, che mettono in luce il cuore dell’uomo.

Quando il bambino mette i primi denti, deve imparare a mordere il duro.

Quando è ancora piccolo, si comincia col chiedergli, di stringere il bicchiere;

poi gli si chiede di prendere e reggere la bottiglia dell’acqua, e così via.

Gli si fanno portare dei pesi sempre maggiori.

Questa richiesta è per il suo bene.. Perché diventi più sicuro, più forte.

Ci son momenti in cui il figlio chiede di essere arginato, contenuto. Chiede che gli si faccia resistenza.

Anche un no deciso,è atto di amore.

Se vuoi il bene di tuo figlio, devi porre dei no. Degli ostacoli.

A volte anche un ceffone dato non per rabbia ma per contenere il figlio è positivo.

Lì per lì non ci si accorge; ma in seguito si ringrazia per quel no.

Guardando indietro, si ringrazia la madre, il padre che ti hanno obbligato a crescere.

Il medico pietoso fa la ferita cancrenosa.

 

Così fa Dio con noi.

Non è sadico; ma si serve delle vicende della vita e delle relazioni tra persone, anche quelle più difficili, come di passaggi..da fare, di ostacoli da saltare.

Quindi due cose sono importanti..

 

1.

 

Per la fede, per la vita di fede, non basta una pura esteriorità.

Non serve a nulla il contatto fisico col Cristo,

se non lo si accoglie fino in fondo.

La vicinanza fisica, esteriore non salva, non rende piena la vita.

Un racconto di Pierino è interessante.

Tornato a casa da scuola, Pierino dice alla mamma,

Mamma per poco oggi non ho preso dieci.

Come hai fatto, gli chiede la madre.

Pierino risponde, l’ha preso il mio vicino di banco.

Noi con Dio rischiamo di fare come Pierino.

Sei vissuto vicino a chi vive davvero,

ma sei rimasto fuori come un estraneo.

Può accadere che il più religioso, almeno nella pratiche esterne, sia totalmente fuori. da una vera esperienza di fede.

Mi ha sempre colpito una frase che dice.

si può pregare una vita intera, senza avere mai parlato con Dio.

ma anche Cristo dice che la carne non giova a nulla, senza lo Spirito.

Si può fare la comunione, come pura formalità.

La si fa tanto per farla.

Si può appartenere a vari movimenti ecclesiali,come si partecipa a un club.

ma si rimane all’esterno.

Cristo dirà, non so di dove siete.

Siete fuori, restate fuori.

 

 

2,

La seconda cosa, molto più difficile, è quella di saper vedere le prove della vita come occasioni di crescita.

Si tratta di percepire quel potare, di cui parla il Cristo.

Il potare non è irrazionale, non è malefico. Si pota per un di più.

Mi ricordo di un episodio vissuto in ospedale.

Un bambino doveva subire un intervento chirurgico.

Mentre veniva portato in sala operatoria,

urlava alla madre.: sei cattiva, sei cattiva. Vai via. Cattiva.

Lo diceva alla mamma proprio quando stava facendo un grande atto di amore verso di lui proprio quando le si spezzava il cuore ma doveva farlo,

Io non so se a volte ce la prendiamo con certi casi della vita,

senza accorgerci che sono proprio quelli che ci stanno maturando.

D’altra parte occorre viverli, come tutti gli eventi della vita, sapendo che non sono definitivi

Sono tutti passaggi, mandati per noi,

per guidarci alla pienezza della vita.

È difficile percepire l’amore di Dio in certi momenti.

Anche Cristo ha avuto terrore, nell’orto degli olivi.

Ha sperimentato la fatica di accogliere la volontà del Padre.

Anche lui ha urlato, Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato.

Ma l’ultima parola, non è stata la morte, ma la resurrezione dai morti.

Ci è chiesto di affidarci totalmente.

Al riguardo, si rimane umiliati, anche come credenti, quando incontriamo persone ufficialmente non religiose ma che di fatto hanno più fede di noi.

Persone lontane, ma più disposte alla fede, al mistero.

In questi casi, più che rimanere male

Dobbiamo lasciarci provocare ad essere noi più veri.

Non chi dice, Signore Signore Arriva alla pienezza della vita.

Non chi dice,ho fatto parte di movimenti religiosi, ho partecipato alle catechesi, sono stato alla messa, ho fatto le mie offerte. Ho studiato le Scritture.

Cristo ci dirà, non so di dove siete.

Ci è chiesto di aderire a Cristo col cuore, con tutto il cuore.

Con una sincerità totale.

Con una fede bambina, che si fida, e si affida.

Ti apro la porta del cuore.

Entra.,

Ti seguo.

Scarica pdf Omelia di don Giorgio XXI anno c

 
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Pubblicato da su 28 agosto 2019 in Omelie

 

Omelia di don Giorgio Assunzione B.V. Maria

“Benedetta tu fra le donne” (Lc 1,42)

mosaico abside Santa Maria in trastevere

mosaico abside Santa Maria in Trastevere Roma

 

I

Il xx secolo è stato caratterizzato dalla presenza del femminile, teso a uscire da uno stato di inferiorità e di sottomissione al dominio maschilista, esercitato nella scienza, nella gestione del potere.

È tornata in primo piano la figura della donna, che si è mossa,, in vari campi per trovare il proprio spazio e la propria dignità.

Emblematica la percezione di questa realtà da parte di Edit Stein, la quale al tempo del primo emergere di Hitler  ha intuito, che occorreva impegnarsi per ridare dignità,, e libertà,, alla donna, intervenendo in più ambiti, culturali e geografici.

Il movimento femminile, tuttavia, è stato inquinato dalla convinzione che la donna avrebbe trovato la propria dignità, equiparandosi al maschio,, occupando gli spazi occupati dal maschio.,

Fenomeno che ha finito per aggravare la posizione della donna.

Quello che è drammatico, è che anche il cristianesimo, il cattolicesimo nella ricerca teologica e nella gestione del potere, ritenuto sacro, e quindi inamovibile, ha contribuito a determinare tale condizione di inferiorità, e di sfruttamento della donna.

In questo le femministe han fatto bene a reagire. Anche se poi l’estremismo ha inquinato questa lotta per la liberazione della donna.

 

II.

L’attenzione a Maria si pone in questo orizzonte, come a chi ha da dire qualcosa.

Molte femministe, anche in ambito protestante, hanno avuto molte riserve verso Maria, riserve favorite da un eccesso di devozione romana cattolica o comunque sentito tale.

L’anglicano Newman, visitando l’Italia, ha percepito sana la devozione verso Maria espressa dal popolo, dalla fede semplice e schietta del popolo.

 

Di fatto Maria, con la sua singolare presenza ha mutato il panorama storico dell’Umanità e ha liberato la figura della Donna.

Resta sempre sorprendente che una donna di paese, sia stata chiamata a divenire la madre del Cristo, ma anche a essere la sua Socia, collaborando in modo silenzioso ma profondo, col Cristo.

La fede di Maria non è stata un atto di raziocinio. Ha creduto nella sua mente, a quanto Dio le proponeva, ma la sua risposta di fede si è espressa nel suo corpo, nel dono del suo corpo. Si è resa disponibile nella mente e nel corpo.

Cristo è nato da Donna. Il Verbo di Dio non ha avuto orrore del grembo di donna, dell’utero di donna come dice il canto Te deum: non horruisti virginis uterum.

Quante pitture hanno rappresentato il Cristo che succhia il latte dalle mammelle di Maria.

Il segno di tutto questo è la festa che si celebra oggi.

La salvezza offerta e operata dal Cristo salva l’intera persona; non si limita a salvare l’anima,ma salva anche il corpo, che resta sempre fattura, creazione delle Mani di Dio.anche il corpo è sacro, non solo, è anche santo.

Questo vale per e in Cristo.

Ma anche per Maria. Anche lei non ha evitato la morte. L’ha attraversata.

Il santo per eccellenza, il Cristo, non ha evitato la morte. Solo attraversandola poteva mostrarsi di essere più forte della morte.

Questo suo passaggio è stato anche il destino di Maria.

Anche lei come il Cristo, era senza peccato.

Per cui la corruzione non poteva averla vinta né sul Cristo né su Maria.

Non a caso Cristo risorge dopo tre giorni. E Maria viene portata in cielo, nello spazio di Dio, con il suo corpo dopo tre giorni.

Questo fatto dice che la salvezza cristiana abbraccia la totalità della persona umana.

Maria, è il segno evidente di tale salvezza.

 

III.

Ne derivano diverse conseguenze.

L’esaltazione della donna, del suo essere femminile, che Dio rispetta e esalta.

Dio non strumentalizza Maria, ma la chiama a cooperare con lui in tutta libertà.

L’esaltazione del corpo; esso non è da disprezzare, ma è realtà capace di fare spazio a Dio.

Il corpo è sacro è bello. Dio ha creato ogni cosa bella.

Se il corpo si apre a Dio, trova la libertà e il suo splendore.

E stato detto più volte, che il santo recupera lo splendore del primo uomo.

Così anche la donna È stato sempre ripetuto, che Eva era una donna bellissima. Adesso questo vien detto di Maria, la totalmente bella.

Ogni pittura, ogni scultura ha tentato di esprimere tale suprema bellezza.

Dio chiama alla bellezza, al corpo luminoso, libero e armonico.

Certo la nostra condizione ci fa attraversare fasi di lotta, di fatica, di dolore che sfigura corpo e volto. È un fatto doloroso e umiliante, ma è un passaggio.

Forse un passaggio obbligato.

Il vasaio rompe il vaso spezzato, ma per riplasmarlo ancor più bello.

In Giappone il vaso rotto viene riparato mettendo dell’oro nei punti di sutura.Così il vaso ristrutturato è ancor più bello.

Siamo invitati a essere persone vere.

Che anche le donne siano pienamente donne. Non succubi ma libere, capaci di collaborare portando in dono il proprio specifico femminile.

Che brilla nella figura di Maria. Come emerge nella figura della Donna apocalittica,

tra il sole e la luna, circondata di stelle.

La donna vista nell’atto del partorire.

Ma anche nell’atto di andare incontro a Cristo in abiti splendenti. A nozze.

L’assunzione di Maria, è un dono che la terra fa al cielo.

 

San Bernardo dice: Che regalo cosi bello invia oggi la nostra terra al cielo! Con questo meraviglioso gesto di amicizia – che è dare e ricevere – si amalgamano l’umano e il divino, il terrestre e il celeste, l’umile e il sublime. Elevata nell’alto del cielo continua a prodigare i favori alla terra.

Scarica  Omelia di Don Giorgio 15 AGOSTO Assunta

 
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Pubblicato da su 26 agosto 2019 in Omelie

 

Omelia di don Giorgio – XX domenica, anno C

 

“Vi lascio la pace, vi do la mia pace” (Gv 14,27)

 

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San Massimiliano Kolbe

La nostra cultura occidentale ma ormai anche grandi strati della popolazione orientale cercano il successo come segno,, di una vita vissuta bene.

Ha sempre sorpreso gli osservatori esterni un fatto tipico, del mondo americano: chiunque può divenire presidente dell’America.Anche la persona di non alto rango.

Questo dato è la spia della nostra cultura: chiunque può emergere.

Decisivo è il sondaggio in tutti i settori Quante,, visualizzazioni di siti di films; quante copie di libri vendute di dischi venduti; quante preferenze a livello politico

Tutta la pletora di primi premi negli ambiti più diversi

Per cui si cerca.. di trovare il modo di raggiungere il successo Fare esercizi di sopravivenza. Arrischiarsi a esperienze estreme.

 

 

Davanti a questa ostentazione di potenzala figura del Cristo quasi sbiadisce stona. Pare fuori luogo.Cristo non ha voluto essere il Messia terreno il re di questo mondo. Ha fuggito questa eventualitàAnzi. Da un certo momento in poi, Cristo ha chiara coscienza della prossima fine violenta della sua vita.

Potrebbe forzare per una conclusione gloriosa.

Potrebbe cercare qualcosa di molto simile al suo ingresso trionfale a Gerusalemme

Ma non si fa abbagliare. E questo fin dall’inizio della sua missione  confrontata con le suggestioni demoniache, Gloria potere adorazione; aver tutto e tutti ai propri piedi.

Resiste a Simon Pietro che gli prospetta una via trionfale regale.

Si lascia catturare nell’orto degli olivi non si oppone quando potrebbe disporre di schiere di angeli.

Si lascia condannare a morte da Pilato e dai sommi sacerdoti lui il giudice decisivo

Poteva decidersi per la gloria

si è deciso per l’umiliazione.

Ha abbracciato e stretta a sé la croce.

Ha un battesimo da ricevere. Fare una immersione sprofondare.

Il battesimo al fiume Giordano è stato un pallido accenno della vicenda reale storica che avrebbe dovuto vivere.

Vuole e deve scendere nell’abisso oscuro nella morte nella solitudine estrema.

Non vi scende da turista. Vi scende in pieno dramma.

Si trova nella posizione di Geremia,affondare nel fango di un pozzo

Accetta di essere eliminato dal potere statale e dal potere religioso.

Accetta di essere escluso dalla convivenza umana.

Deve come andare alla radice stessa del male.

Deve vivere l’esperienza dell’abbandono dei suoi amici e seguaci

ma anche dal Padre,: Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato

Deve assaporare ingoiare la morte. Entrare là dove Dio è stato escluso

Là dove qualcuno infatuato di sé ha gridato a Dio. non ti servirò.

Qualcuno che si è messo di traverso al progetto di Dio.

Potere che si è espresso nella sua condanna a morte.

Sparisci dalla presenza nostra.

Potere mosso da una potenza tenebrosa diabolica.

 

È la prova suprema.

Lui è un essere divino, è Dio con Dio.

Quindi può stare al sicuro.

Ma Dio  in questa fase estrema della sua vita si assenta, si mette in silenzio

Anche per Cristo giunge il momento della prova.

Prova di fede: è chiamato a confidare totalmente nel Padre,

anche se tutto porta a pensare all’opposto.

Cristo è il nuovo Isacco che porta sulle spalle il legno della croce che accetta di essere ucciso sacrificato dal Padre

Padre che non fa nulla per risparmiargli questa situazione terrificante,

Cristo non muore neppure come profeta ma come un reietto.

Nonostante tutto Cristo si fida.

Così facendo apre per primo la via radicale della fede.

Lui è l’apripista del vero, autentico e pieno atto di fede.

Fede che è una consegna totale di sé.

Stretto nelle mani di chi lo elimina, in realtà si lascia andare nelle mani del Padre.

Dio Padre ha un suo disegno. Cristo si fida. Entra nell’angoscia confidando.

Non è una scelta stoica, una scelta autolesionista.

Cristo è il seme che deve marcire per divenire grano.

Cristo deve trasformare le doglie della morte in parto di vita.

Così poi accadrà. Nella resurrezione dai morti. Non morirà più.

Ma intanto vive questo e chiede ai suoi discepoli di vivere la stessa esperienza.

 

Dove vuole giungere e condurre il Cristo?….

A rendere testimonianza alla Verità

La verità viene spesso oscurata per fini di dominio.

Viene soffocata da chi vuole dominare.

Viene messa sotto i piedi. Non interessa.

Anche oggi si dice che non si dà nessuna verità ultima.

Per cui accade che chi sta nella verità, diventa una presenza scomoda che divide.

La sola presenza dell’uomo veritiero è imbarazzante. Infastidisce.

Meglio metterlo a tacere, meglio eliminarlo.

È una luce che elimina sotterfugi, nascondigli.

Ho fatto in tempo a vivere senza la luce elettrica. Si usavano le candele, le lampade a olio, poi col petrolio, poi con il gas, infine la luce elettrica. Si era sempre mangiato e bevuto con bicchieri e piatti con i residui delle mosche. Ma man mano che aumentava la luce si vedeva sempre più che i bicchieri e i piatti erano sporchi. La luce ha obbligato a pulire.

Così accade davanti alla luce della verità.

Quando un bambino si intromette nelle discussioni degli adulti e dice qualcosa di vero, l’adulto gli dice, tu stai zitto. E può anche dargli un ceffone.

Chi si sente colpito e affondato reagisce con violenza.

A questa luce si capiscono le frasi sorprendenti del Cristo sulla guerra, sulla divisione.

Inevitabilmente la verità divide, con il solo mostrarsi perché obbliga a una scelta,

perché porta allo scoperto come realmente stanno le cose.

Ma si tratta di una divisione che avviene nella persona che si sente giudicata. Già divisa in sé., reagisce. anche con violenza a negare a sopprimere.

Chi viene attaccato per questo suo aderire alla verità è chiamato a stare quieto,

a non prestare il fianco assumendo atteggiamenti sbagliati.

Questo richiede umiltà e forza.

 

Mi hanno sempre colpito gli ultimi momenti di vita di san Massimiliano Kolbe.

Nel bunker della morte quando il soldato viene per fargli l’iniezione letale,

Massimiliano lo guarda, e lui non regge quello sguardo e gli dice non guardami con quegli occhi

Lo sguardo dolce rappacificato di chi vive e muore per amore sgomenta.

C’è un episodio nella vita di san Charbel Makhluf.

Quando raccolgono l’erba per portarla al coperto, alcuni confratelli caricano sopra di lui il proprio carico di erba per deriderlo. Ma lui sta in silenzio totale e continua il proprio compito.

Fino a quando si deve resistere ci si chiede. La lettera agli Ebrei dice fino al sangue: non avete ancora resistito fino al sangue.

A volte noi, anche per cose banali, facciamo dei processi a non finire finendo in discussioni interminabili. Da cui occorre uscire. Come?

Il fuoco che Cristo vuol portare sulla terra è quello dello Spirito che è spirito di amore e gioia.

Cristo vuole che questo fuoco avvampi la vita di ogni uomo, e del mondo intero.

C’è chi uccide,, per rabbia.

C’è chi dona la vita per amore.

Questo si decide e si verifica anche nel nostro feriale, fuori da situazioni estreme.

Ogni volta possiamo deciderci per una soluzione violenta o aprirsi a un amore ancora più grande.

Vincere il male amando, continuare ad amare. Ogni potere è illusorio. La morte mette fine a questo sogno folle.

Chi ama… alla fin fine vince.

Questo mostrano i tanti santi, i tanti uomini che hanno dato la vita per Dio e per gli uomini.

San Massimiliano muore nello stesso momento per gli uomini e per Cristo.

scarica  Omelia di don Giorgio XX, anno C

 

 
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Pubblicato da su 25 agosto 2019 in Omelie

 

Solennità dell’Assunzione di Maria

Tiziano -Assunzione della Vergine (1518) – Basilica dei Frari (Venezia)

Giovedì 15 agosto 2019
solennità dell’Assunzione di Maria in cielo
la S. Messa sarà alle ore 11.00

Mercoledì 14 agosto non ci sarà la celebrazione serale

 
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Pubblicato da su 12 agosto 2019 in Celebrazioni

 

Ripercorrere grati

Ripercorrere grati il vecchio
sentiero a dire grazie
ai larici in preghiera
e risentire il sorriso dei fiori
ai margini dei passi cadenzati
verso slarghi di sole aperti
ai prati verdi a riposare quieti
ai piedi dei monti che si
impietrano nelle loro cime,
Come un dire il saluto estremo
agli aperti orizzonti di cime innevate ,
Le improvvise radure di luci
sguainate dentro boschi
– Dio quante desiderate,
squarci sul divino dall’alto
azzurro libero da alberi
in questo silenzio che avvolge
natura e cuore di uomo
che lascia cadere squame
di rumori inquinati

E le piccole fragole di bosco
a rallegrare e dissetare,
Il cuore si sofferma a vedere
piena la vita; perché
non viverla, così sorprendente
non tradisce, orienta gli argini
a difesa e indicazione.
Adesso fatto più misurato
fiato e passo gioisci anche
del poco, così tanto comunque.

Pale di San Martino

Rievochi cime raggiunte
– il Pitz boé, le pale San Martino.
Lo sguardo a spaziare libero
tra vette messe a cerchio,
il lontano orizzonte che
rimanda a orizzonte altro.

 
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Pubblicato da su 12 agosto 2019 in Poesie

 

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