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Omelia di don Giorgio – XIX domenica, anno C

11 Ago

“A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”
Lc 12,48

Ci si trova immersi nel tempo.
Scorre il tempo, ma anche noi dentro il tempo.
Stiamo come dentro una corrente che prosegue il suo percorso.
Il tempo scorre indipendentemente da noi.

Nel frattempo possiamo agire, decidere.
Come dentro una nave.
Occorre muovere la nave gestirla.
Ma ci è chiesto anche di muoverci dentro la nave.

La storia è un fiume. Chi sa dove ci porterà la storia.
Tutto si consumerà, oppure c’è un’altra prospettiva?

Comunque stiano le cose,
la nostra vita, il nostro destino, si giocano
dentro la storia.

La parola di Dio le parole del Cristo,
ci dicono che la storia non è l’ultima dimensione.

C’è altro, oltre il tempo,
c’è altro, dopo questo mondo.

Come si accede a questa dimensione?

Ci vien detto: mediante la fede.

Il testo dello scritto agli Ebrei ci offre una definizione di fede.
Molto precisa, molto forte.

La fede è fondamento di ciò che si spera,
e prova di ciò che non si vede.

La fede non è una sensazione,
non è un sentimento, un’emozione,
che subito evapora.

La fede è certezza,
la fede è presentimento.

Come quando si pesca,
con la lenza.
Senti che il pesce
ha abboccato all’amo anche se ancora non lo vedi.
Ma intanto tiri su il filo,
poi spunta fuori il pesce, che non vedevi.

Si percepisce altro e oltre
il mondo immediato.

Qui siamo di passaggio. Siamo viatori.
Non abbiamo qui stabile dimora.

C’è un’altra patria.
C’è un tesoro più importante di tutto quello che possediamo.

La vita ci è stata data, donata
con tutto l’universo.

Perché fossimo grati a chi ce l’ha data.

E lo possiamo essere, solo vivendo fino in fondo.
La fede non ci rende, disumani
anzi la fede ci chiede, di essere pienamente persone,
umani, veramente umani,
nulla di umano mi è estraneo

Vivere nel tempo, con lo sguardo proteso
alla città futura, a Dio che ci attende,
e che prepara per noi altra vita,
altra condizione.
anche se non sai dove Dio ti porta,
ti consegni a lui, con piena fiducia.

Come il cieco, che fa lo slalom sulla discesa sulla neve,
Fidandosi, del compagno che lo precede fischiando.
Il cieco segue fiducioso l’amico che lo guida

Terminata la nostra esistenza,
allora Dio stesso passerà a servirci.
Dio ci darà tutto quello che lui è, e ha.

Ma questo richiede grande fede,
capace di resistere alle svariate suggestioni,
ai miraggi
che ci vogliono stregare, e rinchiudere in questo mondo.

Cristo ci ha preavvertiti, chiedendosi:
Quando il figlio dell’uomo
tornerà sulla terra, troverà ancora la fede?

Ciò significa che la fede,
è un grande miracolo.
Che ci sia un vero atto di fede,
è davvero una sorpresa, infinita.

Ma la fede non ci distrae dalla vita,
non ci porta all’astrazione.

Ci è chiesto di stare,
nella vita attuale.

Solo ci è chiesto
di starci fino in fondo,
vedere conoscere, scoprire
non per catturare, ma per gioirne,
ringraziare, fare parte ad altri di quello
che abbiamo e proviamo.

Come gli adulti che insegnano e aiutano
I ragazzi a immergersi nel fondo del mare
per scoprire una varietà sconfinata, di pesci
e piante,
sorpresi di trovare nel buio del seno marino,
di vedere nei fondali che tutto è pieno di colori
incredibili e affascinanti,

così la fede ci immerge nell’abisso,
nel fondo in un universo pieno di sorprese.

Anche per questo
Ci sarà chiesto conto di quello che abbiamo fatto,
di come abbiamo gestito le cose,

ad ognuno di noi è stato affidato, un compito,
il fatto stesso di essere vivi
comporta che ci venga chiesto
di gestire bene questa vita,

siamo responsabili,
ci sarà una valutazione.

Ma il vero giudizio è questo,
avremmo potuto vivere diversamente,
usare il tempo non per cose vane,
ma per cose imperiture.

Quanta vita vuota,
piena di cose vuote.

Ciò che ci salva, è che
in ogni cosa amiamo Dio.
E in lui e con lui,
Amare il fiore, la foresta,
amare l’animale,
i monti innevati,
le acque che scendono, a pioggia
e si fa fiume, e mare, e oceano.

Non catturare, gioirne.
Se catturi, uccidi.

La fede ci fa vedere
dentro e oltre,
ci rende grati,
ci fa gioire del tutto.

Occorre stare nella fede,
anche nei tempi bui.
L’invasione della nebbia,
non fa sparire, il paesaggio.

Solo, occorre attendere,
dopo, e dietro, la nebbia,
il mondo permane.

Questa è la nostra fede.
Alcune volte è tutto deserto vuoto,
è tutto oscuro.
Ma chi crede, continua a confidare.

So in chi ho posto la mia fiducia.

Anche a ognuno di noi.
Cristo può dirci quello che ha detto al buon ladrone
dall’alto della croce:
Oggi sarai con me in paradiso.
Ti darò vita piena,
E gioia, senza misura.

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Pubblicato da su 11 agosto 2019 in Omelie

 

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