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Archivio mensile:marzo 2020

Fioritura

Adesso che anche il ciliegio
è fiorito seguendo il presagio
del mandorlo
            il mio povero giardino
è al completo di albicocche
e di peri – il più vecchio
è l’albero di van Gogh

solo il noce se ne sta
ancora spoglio sopra
la siepe di rosmarino
vestito elegante verde
scuro e fiore azzurro

il chiostro ne esulta
nelle rondini puntuali
anche quest’anno
tra san Giuseppe
e san Benedetto

rigurgiti invernali
brividi di ghiaccio
corona virus infido
persone morte
come mosche

testarda la natura prosegue
e invita alla tenacia
e alla giusta cadenza

prima o poi mucchio
di vermi il di più
raccolto di manna
nascosta
            distrutto senza
            essere dono
            sterile marciume

è grazia il potare
la rinuncia a più vita

dal mattino sparuti
uccelli flebili invitano
la luce, supplicano il sole,
le voci si fanno coro
e orchestra
            si avvia l’esecuzione
è grazia sugli inquieti giorni
sulle nascoste invocazioni,
pigolano la salute
e un po’ di cibo. E di canto.

don Giorgio

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Pubblicato da su 29 marzo 2020 in Poesie

 

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Il fondo, il nulla, il vuoto

Il fondo, il nulla, il vuoto
voi dite, attestate
con insistenza…
                        io sapevo
l’attrazione e lo stacco
la voce e la chiamata
lo sguardo e il rapimento
                        vieni
                        vienimi dietro
il vuoto è lo spazio
del tuo salto libero
da te a me: ti prendo io

deserto solo apprendistato
paradigma, non di più,
Saulo rapito, gli durò poco
il deserto del buio – lo stacco
necessario per il distacco
e la visione, per il cedimento
e la consegna – ti è duro
recalcitrare – afferrato

vicenda di amore
sguardo di luce sia la luce,
si accesero i volti
si videro a nostalgia
infinita, a corsa e rincorsa
conquista e abbraccio;

questione di attimi,
e fu concepimento
questione di mesi di attesa

stette la giovane vergine
con sguardo di madre
e rapimento di sposa
                        Maria china
sul tabernacolo
del suo grembo,
arcana arca di presenza

sul figlio da lei nato
abbracciato e tenuto
a protezione a gloria
a vanto
                        -lo può ogni madre
come sei bello,
come ti ho fatto bello

le mani di Dio
ti hanno ricamato
ma con la mia carne
dono anch’essa,
ma da me rimessa
nelle tue mani
                        non mi togliere
                        il mio vanto di ancella;

non mi togliere
il mio vanto di pover uomo
e peccatore – allontànati!-
                        segnato a fuoco
dal tuo amore
per ragioni se non tue

ribelle e scontroso
ma generoso lo sai
                        Simon Pietro
                        ne sa qualcosa,
non diritta la strada
mia, sosta e deviazioni
                        fragoline sotto foglie
                        fiori in vista
                        e funghi tamburo
                        sempre a rischio
ma ogni volta
sulla strada tua

dammi l’abbraccio
che ho sempre cercato,
la parola alla sera
al bivacco tra fuoco
e stelle sopra di noi
e il frinire salmeggiante
dei grilli e le nostre
stanche voci
                        il nostro dormire
sotto la brezza degli olivi,
domattina l’alba ci troverà
addormentati ma accosti
                        tu in silenzio discosto
                        da noi avrai vegliato per noi
                        noi deboli di sonno

dammi ancora l’abbraccio,
Maria portò te alla nascita
e a modo suo alla tua morte,
e tu la prendesti in braccio
nel suo trapasso -rovesciamento
di ruoli,
oh prendi anche me
nelle braccia tue. Tienimi.


Don Giorgio

24 3 2020 alle due del mattino

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Pubblicato da su 28 marzo 2020 in Poesie

 

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L’annunciazione

Con un balzo di nove mesi
il 25 dicembre svela                                    annunciazione
il segreto del 25 marzo,
la memoria affettuosa
calcola il tempo
del mistero, del prodigio
della Vergine fatta
ancella sposa e madre
lei, Maria tiene in grembo
la parola fatta Libro
e più addentro
il Verbo fatto carne,
arcano lo Spirito feconda
d’eterno il tempo,
di divino il corpo.

don Giorgio

 
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Pubblicato da su 25 marzo 2020 in Poesie

 

Signore grazie di papa Francesco

 

Signore grazie di papa Francesco
volto del Padre della Misericordia,                        papa francesco
del suo passo disperato e deciso
al Crocifisso e alla Madre,
della sua ferma decisione di perdono.

Ridotto a capro espiatorio proprio dai tuoi
proprio mentre estende la tua misericordia
a tutti gli umiliati e gli offesi della vita
in questa ora drammatica di storia umana

grazie perché non fa da interprete
tra Te, Dio e l’uomo disgraziato,
non si inframmezza, si pone da parte
per lasciarci soli tra noi e TE
in quel dialogo nudo fatto
in tutta verità, e lascia scendere
la misericordia anche nell’ora
estrema: ricordati di me

grazie per non essere lasciati
soli nell’atto del morire,
con lui ci assicuri di aprire
una fessura di luce diretta
su chi rende l’ultimo fiato
solo e sconosciuto, presto
bara anonima in fila sui carri
che si allontanano senza neppure
una mano che li saluta,
di notte come dei ladri

ha bisogno anche di speranza
lo sbandato e il morente,
cerca aria di salvezza
chi muore di asfissia,
potersi consegnare:
nelle tue mani Padre,
ha bisogno di consolazione
certa, il familiare che resta
che possa dire almeno
nelle tue mani Padre lo consegno.

don Giorgio

 
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Pubblicato da su 23 marzo 2020 in Poesie

 
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Sto a casa

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Siamo esiliati in casa. Deportati da noi stessi.
Una medesima esperienza di famiglia, di famiglia di famiglie, di popolo.
Una tappa obbligata. Di silenzio. Di rientro dentro di sé.
Costretti a riscoprire insieme la verticalità del rapporto e la orizzontalità delle relazioni.

L’albero del bosco sale in verticale verso la luce,
nel contempo scende sotterra con le sue radici.
Albero figura dell’uomo: ben piantato, tronco, rami braccia, chioma,…
Albero figura del destino dell’Uomo: radicato all’Origine prima, protesto al fine ultimo.
Albero figura dell’Orante: braccia innalzate, ferme e estese.
Meditare, riflettere, pregare. Percezione del Mistero.
L’essenziale: ritrovarlo. Dietro e dentro le cianfrusaglie.
Che stoltezza pensarci come assoluti.
Siamo alberi…
Inginocchiarci, abbracciare il Cristo, Dio. riascoltare, riparlare. Meditare…
Che stoltezza pensare Dio nemico dell’uomo.
Cristo ha preso su di sé l’albero della pena e della umiliazione,
l’albero della morte e del male dell’uomo.
Se ne è caricato, se ne è fatto carico…

L’albero vive tra alberi.
Ritrovare le relazioni vere, quelle che fanno vivibile e piena la vita.
Non sfuggire i legami famigliari. Ritrovare tempo e voglia di stare fra noi.
Ascolto. Gioco. Discussione. Silenzio. Stupore e sorpresa.

Raccogliersi, non farsi frastornare.
Accettare la misura per la vera libertà.
Il limite per l’infinito.

Posso solo invocare. Lo faccio con cuore sincero.
Non per ricatto, ma per rinnovata esigenza del cuore.

Prima discutevo. Ora mi taccio.
Guardo e ascolto.
Parla Signore, che il tuo servo ti ascolta.
Benedetto sia tu in eterno.
Vieni in aiuto della mia, della nostra debolezza.

Maria ci direbbe la stessa cosa: fate quello che vi dirà.
Imparate dall’altra Maria: stare ai piedi del Cristo. Guardarlo, ascoltarlo.
Tu sei il più bello dei figli dell’uomo.
Tu hai parole di vita eterna. Da chi andare
Se non tornare da te e stare con te.

don Giorgio

 
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Pubblicato da su 20 marzo 2020 in Poesie

 

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Ognuno di noi è Chiesa

Le persone non possono andare in chiesa? E noi la portiamo fuori… perché ognuno di noi è Chiesa.

 
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Pubblicato da su 15 marzo 2020 in Celebrazioni

 
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Ultimo Avvento

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Pubblicato da su 13 marzo 2020 in Generico

 

Il SS Sacramento ci illumini e ci custodisca

In comunione di preghiera sempre uniti

 
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Pubblicato da su 12 marzo 2020 in Celebrazioni

 

Sospensione messa

Informiamo che a Giogoli sono sospese tutte le S. Messe e le altre celebrazioni pubbliche

 
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Pubblicato da su 8 marzo 2020 in Celebrazioni

 

Avviso importante

Avvisiamo che a Giogoli, a seguito delle raccomandazioni dell’autorità pubblica, e fino a nuovo ordine:

  • La S. Messa festiva delle ore 17.00 è sospesa.

  • alla S. Messa festiva delle ore 11.00 sarà ammesso un numero ristretto di fedeli, vista la limitata capienza della chiesa.
    Per rispettare i limiti di distanza interpersonale imposti dalle autorità, al massimo sono consentite due persone per panca.

Si consiglia, a chi ne avesse la possibilità, di recarsi in chiese più ampie

 
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Pubblicato da su 7 marzo 2020 in Celebrazioni