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Diario corona virus: Il principe dell’aria

27 Mar

San Paolo ricordava che la nostra lotta esistenziale è contro il principe dell’aria.

L’espressione può suonare strana. Ma adesso, dopo la diffusione del corona virus, diventa più chiara. È un nemico debole se si vuole, debellabile con poco e in breve, ma è subdolo e invasivo. Supera le sofisticate barriere di protezione. Gli basta un po’ di saliva, una distanza normale tra le persone per attaccare i polmoni e attaccarsi alle persone in modo esponenziale. Si serve dei ‘sani’ per contagiare altri sani.

Il sano come cavallo di troia. Il liberatore come untore. Basta poco per il contagio. Basta poco per predisporre la bara.Ma ci vuole un tempo indefinito per debellare in modo definitivo il virus.

E da soli non ci si riesce. O in equipe o nulla o poco da fare.

Il miglior combattimento non combattere. Stare a casa. Stare a casa di casa. Ritrovare la verità di sé. Non essere sempre fuori e di-fuori.Rientrare in se stessi.

Spazzare la casa, direbbe Gesù Cristo. Pulire le sorgenti del cuore. Pulire l’interno, prima di tutto, non la semplice facciata esteriore.

Debellare i vizi capitali….tutti ‘astratti’ come il principe dell’aria. Superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia, malinconia, voglia di non fare nulla, accidia, lasciarsi andare,,,, gli infiniti modi sfuggenti del male.

Il bersaglio preciso lo combatti, ma quello sfuggente evita il tuo controllo.

In certo senso anche l’inconscio, l’ombra si possono trasformare da nemici. Il portarsi fuori bersaglio. L’agire di nascosto. Sembra pace. Ma si tratta della breve pausa avanti l’attacco sferrato. È un silenzio minaccioso, non è la quiete dell’anima e dello spirito. È il tempo che si prende il cecchino prima dello sparo. È quiete di agguato.

Il male ama agire nella polvere. Basta anche una piccola agitazione, una piccola scossa per sollevare polvere. Un gran polverone. Come con le parole…

Occorre agire insieme. Da soli si è impotenti. Equipe, vita comunitaria, amicizia vera, non di facciata. Tempi lunghi di convivenza. Di frequentazione. Assestamento.

Non comparse ma presenza.

Non è umiliazione l’aver bisogno; è umiliazione lasciarsi afferrare dal male.

L’umile sa chiedere aiuto, ne gioisce, ringrazia,,, per poi offrire lui il suo aiuto ad altri.

Uno stare insieme non strumentale, per tornaconto. Per amore vero, fattivo, essenziale.

Un AMORE CONTAGIOSO l’unico vaccino contro il virus del male.

CRISTO ci direbbe:

coraggio, Io ho vinto il male. Ho sconfitto il principe di questo mondo.

Quando mi ha gettato fuori, io l’ho fatto fuori.

Quando mi ha impiccato alla croce, quando mi ha immobilizzato coi chiodi e col rigore della morte, io l’ho sconfitto, l’ho irrigidito nel suo essere vuoto, nulla. Gli ho tolto il pungiglione. Ho reso innocuo il suo veleno.

Basta che vieni a me. Che venite a me.

Prendete il mio peso su di voi: amatevi gli uni gli altri.

Adorate Dio nei vostri cuori, nei vostri corpi, tempio di Dio.

Amatevi sinceramente. Servitevi a vicenda.

C’è più gioia nel dare che nel ricevere.

MARIA direbbe la stessa cosa: Fate quello che vi dirà.

L’acqua può divenire vino di allegrezza.

Dio ha visitato la mia pochezza.

Dio ha visitato la mia casa. È entrato in casa mia.

Zaccheo oggi vengo a casa tua. Pranzeremo insieme.

zaccheo

I malati hanno bisogno del medico.

Chi riconosce e ammette la propria malattia può essere guarito e trovare la gioia della salute ritrovata.

E lo adorò. Ringraziando. E gli altri lebbrosi guariti?

***

E voi che eravate morti in seguito ai vostri traviamenti e ai vostri peccati,

2 nei quali una volta vivevate secondo lo spirito di questo mondo, secondo il principe del regno dell’aria, quello spirito che tuttora è all’opera tra gli uomini ribelli…

3 Tra loro vivemmo noi tutti un tempo, presi dai desideri carnali, assecondando gli stimoli della carne e i suoi istinti ed eravamo, per naturale disposizione, oggetto d’ira come tutti gli altri.

4 Ma Dio, che è ricco di misericordia, per l’immenso amore col quale ci ha amati,

5 per quanto morti in seguito ai traviamenti, ci ha fatto rivivere col Cristo — foste salvati gratuitamente! —

6 e ci ha risuscitati e insediati nella sommità dei cieli in Cristo Gesù,

7 per dimostrare nei secoli futuri, con la sua bontà in Cristo Gesù verso di noi, la traboccante ricchezza della sua grazia.

8 Infatti siete salvi per la grazia, tramite la fede: ciò non proviene da voi, ma è dono di Dio;

9 non dalle opere, perché nessuno se ne vanti.

10 In realtà noi siamo sua opera, creati in Cristo Gesù, per le opere buone che Dio ha predisposto che noi compiamo. (Efesini 2,1-10)

***

22 Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare in ogni modo qualcuno.

23 E tutto faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro.

24 Non sapete che i corridori nello stadio corrono tutti, ma uno solo ottiene il premio? Voi dovete correre in modo da guadagnarlo!

25 Ed ogni atleta si astiene da tutto; essi lo fanno per ottenere una corona che appassisce, noi invece una indistruttibile.

26 E io corro, ma non come chi è senza meta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l’aria,

27 bensì tratto duramente il mio corpo e lo metto in schiavitù, perché non succeda che mentre predico agli altri, venga riprovato io stesso. (1Cor 9,22-1)

 
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Pubblicato da su 27 marzo 2020 in Omelie

 

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