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Omelia di don Giorgio – Ascensione del Signore – Anno A

24 Mag

È bello rivedersi… dopo tanto tempo
La distanza ha acuito il desiderio di stare di nuovo insieme…
Sperimentiamo che unirsi al Signore Gesù crea un legame di amicizia tra noi…
Ringraziamo il Signore.

Io sono sempre più… senza energia ma sono contento di essere, ancora una volta con voi….

Pregate il SIGNORE perché stia sempre nelle sue mani.

Don Giorgio

 

«Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» Mt 28,20

Prima di lasciare questa terra e di salutare i suoi, Gesù assicura che starà con loro, e con noi
Fino alla fine del mondo.
Non è che dopo sparisca. Ci dice che non abbandona la nostra storia umana.

Lui si sottrae con la sua presenza fisica, concreta;
non per questo sparisce.

1.

Adesso la sua presenza passa da fuori a dentro; dall’esterno all’interno.
Vive in noi, se gli apriamo il cuore.
Se lo preghiamo.
Il regno di Dio è dentro il cuore dell’uomo.

2
E si fa presente non nel vago, ma in modi e forme precise.
Ci sono rimasti i vangeli, che parlano di lui.
In qualche modo il testo scritto è ancora il suo corpo tra noi.
È la modalità nella quale ancora oggi ci raggiunge, ci parla.
Leggere i vangeli è un modo di incontrare il Signore. Di stare con lui.

3.

Poi ci ha lasciato la sua EUCARISTIA.
È una presenza reale.
Non ci lascia un’immagine, come alla Veronica.
Ma ci dona tutto se stesso.
E si offre alla contemplazione.
Possiamo stare davanti a lui e adorarlo.

4.

Ha anche detto: dove due o tre si uniscono nel mio nome
Io sono in mezzo a loro.
Se stiamo così uniti, la sua presenza si fa sentire.
Se la ragione del nostro stare insieme è lui,
allora la nostra amicizia diventa profonda.

Ognuno di noi è sacramento di Cristo per l’altro.
Ma siamo sacramento di lui anche come comunità sua.
Ogni volta, come nell’Eucaristia celebrata, possiamo dire, come i discepoli di Emmaus:
non ci ardeva il nostro cuore, mentre camminava e stava con noi!?

II.

Ma conoscere Cristo non ha mai fine.
Lui ha inaugurato e aperto mondi infiniti.
È quanto ci dice il testo della lettera agli Efesini.

La fede cristiana non si fonda su qualche idea brillante, ma su dei fatti, degli eventi.
Non si fonda sul pensiero, ma su una Persona, che ha vissuto e parlato nel tempo e su questa terra.
Ma ha anche ‘sfondato’ questo tempo storico, questa geografia.

Questo è il fatto semplice ma strabiliante del Cristo.
Quello che i primi cristiani leggevano nella Croce.
La croce in sé, con i suoi pali, indica tutte le direzioni dell’universo: alto basso, dietro e avanti, destra e sinistra. Nell’incrocio dei pali sta il centro, occupato da Cristo, che è il cuore dell’universo.
Misterioso ma è così che si presenta l’evento del CRISTO.
Lui irradia in tutte le dimensioni.
Essendo morto e risorto dai morti Cristo agisce anche dentro la morte per superarla e condurre tutti gli uomini nel suo Regno di luce.
Così ché nulla e nessuno ci potrà separare da Lui.

Questo richiede una fede grande e semplice nello stesso tempo.

Intanto possiamo immergerci in questo mistero che ci è stato comunicato.
Guardarlo, percepirlo.
Sentirlo come l’orizzonte della nostra vita.

Che Dio ci conceda di percepire la grandezza di questo mistero,
e ce ne dia una conoscenza e una esperienza sempre più grande.

Che MARIA ci guidi e ci custodisca.

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Pubblicato da su 24 maggio 2020 in Omelie

 

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