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Archivio dell'autore: marioserena

Pregare insieme i vespri

Per chi è interessato tutti i giorni alle ore 18,30 un  gruppo di Giogoli prega insieme i Vespri.
Collegarsi con https://us04web.zoom.us/j/657521125
Se avete difficoltà per il collegamento potete contattare Raffaella https://www.facebook.com/raffaella.bianconiLiturgia-Horarum

 

 
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Pubblicato da su 5 aprile 2020 in Celebrazioni

 
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E lei radice improvvisa

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Pubblicato da su 2 aprile 2020 in Poesie

 

Poesia ritrovata

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Non fu mio che nettare
un po’ davanti a casa
soglia e strada
da intemperie e polvere
non furono mie
che le parole del giorno
tra cucina e orto
e quelle della notte
Confidenza e pena
non fu mio che
l’orizzonte di colline
sui campi e le stagioni
dei fiori e delle nuvole
le rade case tra alberi
non furono mie che
le mani delle faccende
e delle carezze essenziali
gli occhi dell’affetto
e dell’attenzione
il rapimento del giorno
l’estasi della notte
quando mani e occhi
si fanno un’unica preghiera
esultanza e supplica
un unico gesto
di grata accoglienza.
(poesia ritrovata)

 
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Pubblicato da su 1 aprile 2020 in Poesie

 

Diario corona virus: Il principe dell’aria

San Paolo ricordava che la nostra lotta esistenziale è contro il principe dell’aria.

L’espressione può suonare strana. Ma adesso, dopo la diffusione del corona virus, diventa più chiara. È un nemico debole se si vuole, debellabile con poco e in breve, ma è subdolo e invasivo. Supera le sofisticate barriere di protezione. Gli basta un po’ di saliva, una distanza normale tra le persone per attaccare i polmoni e attaccarsi alle persone in modo esponenziale. Si serve dei ‘sani’ per contagiare altri sani.

Il sano come cavallo di troia. Il liberatore come untore. Basta poco per il contagio. Basta poco per predisporre la bara.Ma ci vuole un tempo indefinito per debellare in modo definitivo il virus.

E da soli non ci si riesce. O in equipe o nulla o poco da fare.

Il miglior combattimento non combattere. Stare a casa. Stare a casa di casa. Ritrovare la verità di sé. Non essere sempre fuori e di-fuori.Rientrare in se stessi.

Spazzare la casa, direbbe Gesù Cristo. Pulire le sorgenti del cuore. Pulire l’interno, prima di tutto, non la semplice facciata esteriore.

Debellare i vizi capitali….tutti ‘astratti’ come il principe dell’aria. Superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia, malinconia, voglia di non fare nulla, accidia, lasciarsi andare,,,, gli infiniti modi sfuggenti del male.

Il bersaglio preciso lo combatti, ma quello sfuggente evita il tuo controllo.

In certo senso anche l’inconscio, l’ombra si possono trasformare da nemici. Il portarsi fuori bersaglio. L’agire di nascosto. Sembra pace. Ma si tratta della breve pausa avanti l’attacco sferrato. È un silenzio minaccioso, non è la quiete dell’anima e dello spirito. È il tempo che si prende il cecchino prima dello sparo. È quiete di agguato.

Il male ama agire nella polvere. Basta anche una piccola agitazione, una piccola scossa per sollevare polvere. Un gran polverone. Come con le parole…

Occorre agire insieme. Da soli si è impotenti. Equipe, vita comunitaria, amicizia vera, non di facciata. Tempi lunghi di convivenza. Di frequentazione. Assestamento.

Non comparse ma presenza.

Non è umiliazione l’aver bisogno; è umiliazione lasciarsi afferrare dal male.

L’umile sa chiedere aiuto, ne gioisce, ringrazia,,, per poi offrire lui il suo aiuto ad altri.

Uno stare insieme non strumentale, per tornaconto. Per amore vero, fattivo, essenziale.

Un AMORE CONTAGIOSO l’unico vaccino contro il virus del male.

CRISTO ci direbbe:

coraggio, Io ho vinto il male. Ho sconfitto il principe di questo mondo.

Quando mi ha gettato fuori, io l’ho fatto fuori.

Quando mi ha impiccato alla croce, quando mi ha immobilizzato coi chiodi e col rigore della morte, io l’ho sconfitto, l’ho irrigidito nel suo essere vuoto, nulla. Gli ho tolto il pungiglione. Ho reso innocuo il suo veleno.

Basta che vieni a me. Che venite a me.

Prendete il mio peso su di voi: amatevi gli uni gli altri.

Adorate Dio nei vostri cuori, nei vostri corpi, tempio di Dio.

Amatevi sinceramente. Servitevi a vicenda.

C’è più gioia nel dare che nel ricevere.

MARIA direbbe la stessa cosa: Fate quello che vi dirà.

L’acqua può divenire vino di allegrezza.

Dio ha visitato la mia pochezza.

Dio ha visitato la mia casa. È entrato in casa mia.

Zaccheo oggi vengo a casa tua. Pranzeremo insieme.

zaccheo

I malati hanno bisogno del medico.

Chi riconosce e ammette la propria malattia può essere guarito e trovare la gioia della salute ritrovata.

E lo adorò. Ringraziando. E gli altri lebbrosi guariti?

***

E voi che eravate morti in seguito ai vostri traviamenti e ai vostri peccati,

2 nei quali una volta vivevate secondo lo spirito di questo mondo, secondo il principe del regno dell’aria, quello spirito che tuttora è all’opera tra gli uomini ribelli…

3 Tra loro vivemmo noi tutti un tempo, presi dai desideri carnali, assecondando gli stimoli della carne e i suoi istinti ed eravamo, per naturale disposizione, oggetto d’ira come tutti gli altri.

4 Ma Dio, che è ricco di misericordia, per l’immenso amore col quale ci ha amati,

5 per quanto morti in seguito ai traviamenti, ci ha fatto rivivere col Cristo — foste salvati gratuitamente! —

6 e ci ha risuscitati e insediati nella sommità dei cieli in Cristo Gesù,

7 per dimostrare nei secoli futuri, con la sua bontà in Cristo Gesù verso di noi, la traboccante ricchezza della sua grazia.

8 Infatti siete salvi per la grazia, tramite la fede: ciò non proviene da voi, ma è dono di Dio;

9 non dalle opere, perché nessuno se ne vanti.

10 In realtà noi siamo sua opera, creati in Cristo Gesù, per le opere buone che Dio ha predisposto che noi compiamo. (Efesini 2,1-10)

***

22 Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare in ogni modo qualcuno.

23 E tutto faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro.

24 Non sapete che i corridori nello stadio corrono tutti, ma uno solo ottiene il premio? Voi dovete correre in modo da guadagnarlo!

25 Ed ogni atleta si astiene da tutto; essi lo fanno per ottenere una corona che appassisce, noi invece una indistruttibile.

26 E io corro, ma non come chi è senza meta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l’aria,

27 bensì tratto duramente il mio corpo e lo metto in schiavitù, perché non succeda che mentre predico agli altri, venga riprovato io stesso. (1Cor 9,22-1)

 
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Pubblicato da su 27 marzo 2020 in Omelie

 

L’annunciazione

Con un balzo di nove mesi
il 25 dicembre svela                                    annunciazione
il segreto del 25 marzo,
la memoria affettuosa
calcola il tempo
del mistero, del prodigio
della Vergine fatta
ancella sposa e madre
lei, Maria tiene in grembo
la parola fatta Libro
e più addentro
il Verbo fatto carne,
arcano lo Spirito feconda
d’eterno il tempo,
di divino il corpo.

don Giorgio

 
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Pubblicato da su 25 marzo 2020 in Poesie

 

Signore grazie di papa Francesco

 

Signore grazie di papa Francesco
volto del Padre della Misericordia,                        papa francesco
del suo passo disperato e deciso
al Crocifisso e alla Madre,
della sua ferma decisione di perdono.

Ridotto a capro espiatorio proprio dai tuoi
proprio mentre estende la tua misericordia
a tutti gli umiliati e gli offesi della vita
in questa ora drammatica di storia umana

grazie perché non fa da interprete
tra Te, Dio e l’uomo disgraziato,
non si inframmezza, si pone da parte
per lasciarci soli tra noi e TE
in quel dialogo nudo fatto
in tutta verità, e lascia scendere
la misericordia anche nell’ora
estrema: ricordati di me

grazie per non essere lasciati
soli nell’atto del morire,
con lui ci assicuri di aprire
una fessura di luce diretta
su chi rende l’ultimo fiato
solo e sconosciuto, presto
bara anonima in fila sui carri
che si allontanano senza neppure
una mano che li saluta,
di notte come dei ladri

ha bisogno anche di speranza
lo sbandato e il morente,
cerca aria di salvezza
chi muore di asfissia,
potersi consegnare:
nelle tue mani Padre,
ha bisogno di consolazione
certa, il familiare che resta
che possa dire almeno
nelle tue mani Padre lo consegno.

don Giorgio

 
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Pubblicato da su 23 marzo 2020 in Poesie

 
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Sto a casa

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Siamo esiliati in casa. Deportati da noi stessi.
Una medesima esperienza di famiglia, di famiglia di famiglie, di popolo.
Una tappa obbligata. Di silenzio. Di rientro dentro di sé.
Costretti a riscoprire insieme la verticalità del rapporto e la orizzontalità delle relazioni.

L’albero del bosco sale in verticale verso la luce,
nel contempo scende sotterra con le sue radici.
Albero figura dell’uomo: ben piantato, tronco, rami braccia, chioma,…
Albero figura del destino dell’Uomo: radicato all’Origine prima, protesto al fine ultimo.
Albero figura dell’Orante: braccia innalzate, ferme e estese.
Meditare, riflettere, pregare. Percezione del Mistero.
L’essenziale: ritrovarlo. Dietro e dentro le cianfrusaglie.
Che stoltezza pensarci come assoluti.
Siamo alberi…
Inginocchiarci, abbracciare il Cristo, Dio. riascoltare, riparlare. Meditare…
Che stoltezza pensare Dio nemico dell’uomo.
Cristo ha preso su di sé l’albero della pena e della umiliazione,
l’albero della morte e del male dell’uomo.
Se ne è caricato, se ne è fatto carico…

L’albero vive tra alberi.
Ritrovare le relazioni vere, quelle che fanno vivibile e piena la vita.
Non sfuggire i legami famigliari. Ritrovare tempo e voglia di stare fra noi.
Ascolto. Gioco. Discussione. Silenzio. Stupore e sorpresa.

Raccogliersi, non farsi frastornare.
Accettare la misura per la vera libertà.
Il limite per l’infinito.

Posso solo invocare. Lo faccio con cuore sincero.
Non per ricatto, ma per rinnovata esigenza del cuore.

Prima discutevo. Ora mi taccio.
Guardo e ascolto.
Parla Signore, che il tuo servo ti ascolta.
Benedetto sia tu in eterno.
Vieni in aiuto della mia, della nostra debolezza.

Maria ci direbbe la stessa cosa: fate quello che vi dirà.
Imparate dall’altra Maria: stare ai piedi del Cristo. Guardarlo, ascoltarlo.
Tu sei il più bello dei figli dell’uomo.
Tu hai parole di vita eterna. Da chi andare
Se non tornare da te e stare con te.

don Giorgio

 
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Pubblicato da su 20 marzo 2020 in Poesie

 

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