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S. Messa 1° gennaio 2021

S. Messa 1° gennaio 2021

Maria Santissima Madre di Dio
S. Messa – ore 11.00


Il foglietto per la S. Messa non verrà stampato, per scaricarlo o visualizzarlo clicca qui 

Ricordiamo di indossare le mascherine e di munirsi del modello di autodichiarazione.

 
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Pubblicato da su 30 dicembre 2020 in Celebrazioni, Foglietti Celebrazioni

 

Omelia di don Giorgio – Santa Famiglia

«Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore».  Lc 2,22

Bartolomé Esteban Murillo, Santa Famiglia con l’uccellino, c. 1630, Madrid, Museo del Prado

Al di là di tutte le discussioni, la festa singolare della Sacra Famiglia, ci dice che è in un rapporto stretto, giocato a vita, con alcune persone, che si realizza la maturazione di una persona.
La chiave di volta è la parola sottomissione.
Essa indica un affidarsi ad un altro che mi ama, che vuole il mio bene. È una forma di obbedienza, propria di chi ascolta in profondità la parola rivoltagli.

Se si pensa poi che a farsi obbediente è davvero il figlio di Dio, la cosa si fa più significativa ancora.

La sottomissione e l’ascolto sono faccenda dell’amore. L’amore vive di obbedienza e di sottomissione. Si fa spazio alla persona amata, felici di poter realizzare i suoi desideri.
L’altro mi limita, ma più in profondità mi delimita. Mi offre la possibilità di un contorno che mi esalta.
Nella danza si vede bene questo dinamismo.
Un adattamento continuo all’altro che pure si adatta a me. Una sottomissione che espande la propria possibilità ma anche la figura complessiva.
La cosa sorprendente in tutto questo è che ci si sente liberi, anzi, mai ci sì sente così liberi come in questo vincolarsi.

Il Figlio di Dio ha accettato di danzare la vita umana con la figura femminile di Maria la donna di Nazareth.
E con la figura del padre terreno.
La sua presenza esalta le loro persone in modo intimo, non plateale, non per questo meno vero.

Le richieste del Figlio fanno crescere le loro persone. E’ alla fine della vita del Cristo che si vede cosa è diventata Maria. Giuseppe è morto prima del figlio, aveva concluso la sua missione di uomo giusto.

Ma anche il prendersi cura del figlio è un modo di sottomissione a lui, educare è sottomettersi alla realtà del figlio, alle sue spinte, alle sue esigenze.
Nel caso del Cristo sottomettersi a lui è sottomettersi alle cose del Padre suo celeste. Sottomettersi al figlio è sottomettersi a Dio padre.
Questo vale per ogni coppia, per ogni famiglia. In un quadro ideale una famiglia vivrebbe la vita come una danza di amore crescente.
Man mano si cresce scoprendo sempre più i desideri gli uni degli altri.
Ognuno vuole il meglio per l’altro, non il proprio meschino interesse.
Chi vuole il proprio interesse blocca la danza, blocca la circolazione
dell’amore.

Su questo modello si dovrebbe impostare la vita sociale.
E’ un sogno, è il sogno di Dio. Se ci si credesse sarebbe diversa la vita.
A noi cristiani è chiesto di essere il sogno di Dio tra gli uomini.
Essere la famiglia di Dio.

Maria ci sta vicina, ci aiuta, continua a dirci “Fate quello che vi dice”, quello che chiede è sempre più il meglio per l’uomo. E l’uomo ritrova il senso del vivere e la fonte della gioia.

Che Maria ci ottenga di vivere così.

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Pubblicato da su 28 dicembre 2020 in Omelie

 

Omelia di don Giorgio – Natale del Signore

ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore».     Lc 2,10-11

Se Cristo non nasce nel nostro cuore invano nasce a Nazareth. Questa frase di Silesio mai così vera come in questo momento di pandemia che ci tiene chiusi in casa.

Il Natale è la possibilità di un inizio dentro il fluire del tempo.
Non a caso, si è ricominciato a contare gli anni dalla nascita del Cristo, sia in avanti che indietro.
Possibilità che viene dall’alto, da fuori, ma che si inserisce dentro la terra, dentro la trama della storia umana.
O meglio ancora dentro il cuore dell’Uomo.
Se l’uomo, fa spazio alla Parola, la genera come ha fatto Maria.
Maria sta raccolta ma non ripiegata, su di sé. Genera un Figlio che è per tutti, per la salvezza di tutti. Dai più esclusi, come i pastori, ai più rinominati come i Magi.
A Betlemme c’è come una prima Eucaristia. Maria, abitata dallo Spirito, pone il Cristo come pane donato.

È sorprendente, che una cosa marginale diventi fondamentale, centrale.
Si tratta di un momento, di verità totale, senza ombra alcuna. Maria è ancella, il Figlio è la verità. Di conseguenza, si tratta di un momento di umiltà. Nessuno si esalta per sé stesso. Ognuno sa che tutto è dono.

Beato Angelico – Madonna dell’Umiltà, 1430, National Gallery of Art, Washington

In questo modo c’è spazio solo per l’amore.
Verità, umiltà e carità amore.
Quando ci sono queste tre dimensioni avviene il Natale e trasforma i rapporti tra le persone e cambia la faccia della Terra.

Questo tempo di chiusura non blocca Dio. Questo blocco non chiude l’amore.
A noi è chiesto di vivere integralmente questo Natale. Nella cerchia, ristretta di casa per, essere poi lievito di luce, di verità e di amore vero.

Ognuno di noi è chiamato a essere luogo e strumento di amore effettivo.
L’Emmanuele vuole essere in ciascuno di noi, il Dio con noi.
Non in modo roboante o bellicoso
Ma in quello della Vergine Maria di Nazareth.
Dentro le case chiuse può sempre brillare questa luce. Che Maria ci aiuti a essere almeno un po’ quello che è stata lei.

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Pubblicato da su 26 dicembre 2020 in Omelie

 

Foglietti per liturgie 26 e 27 dic

Foglietti per liturgie 26 e 27 dic

S. Stefano – Liturgia della Parola, sabato 26 dicembre, ore 11.00

 scarica qui il foglietto per la Messa di S. Stefano (26/12)

S. Famiglia – Messa di domenica 27 dicembre, ore 11.00

scarica qui il foglietto per la Messa della S. Famiglia (27/12) Ricordiamo di indossare le mascherine e di munirsi del modello di autodichiarazione.
 
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Pubblicato da su 25 dicembre 2020 in Celebrazioni, Foglietti Celebrazioni

 
Immagine

Splendida di silenzio

 
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Pubblicato da su 24 dicembre 2020 in Generico, Poesie

 

Foglietti e precisazioni per le S. Messe di Natale

Foglietti e precisazioni per le S. Messe di Natale

S. Messa della vigilia – 24 dicembre, ore 18.00

scarica qui il foglietto per la Messa della vigilia

S. Messa del giorno – 25 dicembre, ore 11.00

scarica qui il foglietto per la Messa del giorno

Ricordiamo di indossare le mascherine.

La Circolare del Ministero dell’Interno del 7 novembre 2020 ha precisato che i luoghi di culto dove ci si può recare per una visita o per la partecipazione a una celebrazione “dovranno ragionevolmente essere individuati fra quelli più vicini”.

Trattandosi di celebrazioni inzona rossa”, si consiglia ai fedeli di avere con sé un modello di autodichiarazione per velocizzare le eventuali operazioni di controllo. 

 
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Pubblicato da su 24 dicembre 2020 in Celebrazioni, Foglietti Celebrazioni

 

Sante Messe di Natale

Sante Messe di Natale

S. Messa della vigilia – 24 dicembre, ore 18.00

scarica qui il foglietto per la Messa della vigilia

S. Messa del giorno – 25 dicembre, ore 11.00

scarica qui il foglietto per la Messa del giorno

Ricordiamo di indossare le mascherine e di munirsi di autocertificazione.

 
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Pubblicato da su 22 dicembre 2020 in Celebrazioni, Foglietti Celebrazioni

 

Presentazioni del libro “Omelie” di Giorgio Mazzanti, a cura di Edi Natali

Lunedì 21 dicembre alle ore 21.15
Presentazione on line del libro di don Giorgio Mazzanti.
Il testo contiene pagine straordinarie…
Un viaggio nella profondità di se stessi è un ‘tuffo’ in Dio.
Qui di seguito il link per accedere .
https://meet.google.com/ggp-nfqr-ueh

Martedì 22 dicembre, alle ore 17.30 su TV2000
Puntata dedicata alle omelie.
Ospite la teologa Edi Natali che nel libro “Omelie” ha raccolto i sermoni di don Giorgio Mazzanti

 
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Pubblicato da su 20 dicembre 2020 in Generico

 

Omelia di don Giorgio – IV domenica d’Avvento B

Omelia di don Giorgio – IV domenica d’avvento – anno B                      2020/12/20

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».
E l’angelo si allontanò da lei.
                                                                                                                        Lc 1,38

La situazione che stiamo vivendo rende più problematico festeggiare il Natale,
non solo per festeggiarlo con quelli di casa ma anche per viverlo in tutta la sua portata religiosa.
Aspettiamo la salvezza, la guarigione.
Ma ci rivolgiamo soprattutto alla scienza, agli scienziati, che ci curino.

Va detto che Cristo interviene nel mondo della malattia.
Ma Cristo non si limita alla guarigione fisica. Vuole la salute definitiva e vuole la vittoria ultima sulla morte.
Il risuscitare qualcuno sposta il problema, non lo risolve.
Avere risuscitato qualche persona non è avere vinto la morte. È segno che può vincere la morte.
Ma lo può a suo modo. Abbracciando la morte. Vincere la morte con la morte.
Non a caso le icone natalizie trasformano la grotta nella caverna infernale, nella bocca degli inferi.
E le fasce che avvolgono il bambino Gesù sono le bende per un morto.

Scuola di Rublev (ca 1410-1430), icona della Natività, Galleria Tretjakov (Mosca)

Non è l’uomo che custodisce Dio. Neppure il tempio lo cattura.
È Dio che decide tempo e modo di avvicinarsi all’uomo.
Con Cristo Dio si fa presente in un corpo umano e quindi in una storia umana.
Lui è l’Emmanuele, il Dio con noi.
E lo fa dentro la storia, ma in modo appartato.
Cristo non ama il plateale. Giuseppe appartiene alla tribù di David ma in maniera defilata.
La donna scelta come madre è una ragazza di paese
Eppure è così che viene posta la premessa per la vittoria definitiva sul male, sulla morte.
È la storia del seme che Cristo vive.

Ci viene indicato il modo di essere più che vincitori. Abbracciare Cristo, stringersi a lui.
Assumendo il suo metodo, amare. Vincere il male col bene. Il vero vaccino è l’amore.
Lo dimostra in modo strabiliante quello che accade tra i vari scienziati, come qualcuno ha fatto osservare.
A qualunque nazione appartengono fanno una ricerca unita che sia a vantaggio di tutti.
Già questo dice che alla fin fine vince l’amore.

Ognuno di noi è chiamato a essere luogo e strumento di amore effettivo.
L’Emmanuele vuole essere in ciascuno di noi, il Dio con noi.
Non in modo roboante o bellicoso
Ma in quello della Vergine Maria di Nazareth.
Dentro le case chiuse può sempre brillare questa luce.

Che Maria ci aiuti a essere almeno un po’ quello che è stata lei.

Scarica il testo in formato pdf

 
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Pubblicato da su 20 dicembre 2020 in Omelie

 

Omelia di don Giorgio – III domenica d’Avvento B

Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo» Gv 1,26-27

Il prolungarsi della situazione di pandemia obbliga a prendere coscienza di certi aspetti della esistenza umana.
Siamo persone in attesa. Siamo attesa. Concretamente aspettiamo la liberazione, la guarigione per tornare a vivere.
Nello stesso tempo siamo obbligati a ripensare al valore della casa, non tanto dei mattoni quanto dei rapporti intimi personali.

La cosa impressionante è che la fede biblica, l’esperienza cristiana si giocano tutte a livello di rapporti personali.
Dio vuole stabilire dei rapporti con noi, non rapporti qualsiasi ma come quelli tra sposo e sposa. Il nucleo decisivo è questo. Il resto conduce a questo nucleo o lo esprime. Nulla e nessuno lo può sostituire.

Giovanni il Battista è onesto. Egli ha le caratteristiche per attirare le persone a sé. Ma non lo fa. In questo è eroico. Accetta di sparire pur di fare posto a lui. Lui è lo sposo atteso. Non sottrae a Cristo il sandalo dello sposo. Dello sposo appagante, definitivo.

Andrea del Verrocchio e Leonardo da Vinci – Battesimo di Cristo (1470-75), Uffizi, Firenze

C’è, qui una indicazione molto chiara per la vita della Chiesa. Nessuna autorità può prendere il posto del Signore Gesù.
Ma anche tra tutti i cristiani: avere doni particolari è funzionale a Lui.
Siamo occasione di eterno. Siamo dei Battista, indichiamo il Signore. Felici di farlo e di riuscirci.
Ma anche con noi stessi essere occasione di eterno. Il nostro io deve diminuire per fare posto al Signore. Diventare deserto. Essere totalmente aperti a lui. Se io muoio a me stesso Gesù nasce in noi e tra noi

Questo vale per il creato. Per tutto l’esistente.

La creazione intera è il grande libro di Dio. Ogni cosa dice lui. Ogni cosa dice: non io, ma Dio. La stella orienta a Gesù. Questa stella rappresenta il movimento dell’intero universo.
In questo modo ci raggiunge la gioia di Dio. Che è la vera gioia.
Anche in mezzo alla tragedia ci può raggiungere il raggio di Dio. Impariamo a cogliere invito e segnale.

Maria ha fatto e vissuto tutto questo. Ci aiuti a essere ancella e Sposa. Per fare sì che anche noi possiamo cantare il Magnificat. L’anima mia magnifica il Signore ed esulta.
Essere anche noi Maria tra e per gli altri.

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Pubblicato da su 20 dicembre 2020 in Omelie