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Il fondo, il nulla, il vuoto

Il fondo, il nulla, il vuoto
voi dite, attestate
con insistenza…
                        io sapevo
l’attrazione e lo stacco
la voce e la chiamata
lo sguardo e il rapimento
                        vieni
                        vienimi dietro
il vuoto è lo spazio
del tuo salto libero
da te a me: ti prendo io

deserto solo apprendistato
paradigma, non di più,
Saulo rapito, gli durò poco
il deserto del buio – lo stacco
necessario per il distacco
e la visione, per il cedimento
e la consegna – ti è duro
recalcitrare – afferrato

vicenda di amore
sguardo di luce sia la luce,
si accesero i volti
si videro a nostalgia
infinita, a corsa e rincorsa
conquista e abbraccio;

questione di attimi,
e fu concepimento
questione di mesi di attesa

stette la giovane vergine
con sguardo di madre
e rapimento di sposa
                        Maria china
sul tabernacolo
del suo grembo,
arcana arca di presenza

sul figlio da lei nato
abbracciato e tenuto
a protezione a gloria
a vanto
                        -lo può ogni madre
come sei bello,
come ti ho fatto bello

le mani di Dio
ti hanno ricamato
ma con la mia carne
dono anch’essa,
ma da me rimessa
nelle tue mani
                        non mi togliere
                        il mio vanto di ancella;

non mi togliere
il mio vanto di pover uomo
e peccatore – allontànati!-
                        segnato a fuoco
dal tuo amore
per ragioni se non tue

ribelle e scontroso
ma generoso lo sai
                        Simon Pietro
                        ne sa qualcosa,
non diritta la strada
mia, sosta e deviazioni
                        fragoline sotto foglie
                        fiori in vista
                        e funghi tamburo
                        sempre a rischio
ma ogni volta
sulla strada tua

dammi l’abbraccio
che ho sempre cercato,
la parola alla sera
al bivacco tra fuoco
e stelle sopra di noi
e il frinire salmeggiante
dei grilli e le nostre
stanche voci
                        il nostro dormire
sotto la brezza degli olivi,
domattina l’alba ci troverà
addormentati ma accosti
                        tu in silenzio discosto
                        da noi avrai vegliato per noi
                        noi deboli di sonno

dammi ancora l’abbraccio,
Maria portò te alla nascita
e a modo suo alla tua morte,
e tu la prendesti in braccio
nel suo trapasso -rovesciamento
di ruoli,
oh prendi anche me
nelle braccia tue. Tienimi.


Don Giorgio

24 3 2020 alle due del mattino

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Pubblicato da su 28 marzo 2020 in Poesie

 

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