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Archivi tag: Alba

Ripercorrere grati

Ripercorrere grati il vecchio
sentiero a dire grazie
ai larici in preghiera
e risentire il sorriso dei fiori
ai margini dei passi cadenzati
verso slarghi di sole aperti
ai prati verdi a riposare quieti
ai piedi dei monti che si
impietrano nelle loro cime,
Come un dire il saluto estremo
agli aperti orizzonti di cime innevate ,
Le improvvise radure di luci
sguainate dentro boschi
– Dio quante desiderate,
squarci sul divino dall’alto
azzurro libero da alberi
in questo silenzio che avvolge
natura e cuore di uomo
che lascia cadere squame
di rumori inquinati

E le piccole fragole di bosco
a rallegrare e dissetare,
Il cuore si sofferma a vedere
piena la vita; perché
non viverla, così sorprendente
non tradisce, orienta gli argini
a difesa e indicazione.
Adesso fatto più misurato
fiato e passo gioisci anche
del poco, così tanto comunque.

Pale di San Martino

Rievochi cime raggiunte
– il Pitz boé, le pale San Martino.
Lo sguardo a spaziare libero
tra vette messe a cerchio,
il lontano orizzonte che
rimanda a orizzonte altro.

 
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Pubblicato da su 12 agosto 2019 in Poesie

 

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Dirti con parole

Dirti con parole nostre
da te suscitate, moltiplicate
tante
            annaspano
a rintracciare presenza
e volto, a porti domande
o forse solo a guardarti
in silenzio
            dentro il brulichio
degli esseri e degli eventi
umani intricati tanto
tra le luminarie della notte
affacciate sul fiume
e la luce dei bombardamenti
su case non più case
tra donne sventrate

e gli altri spersi in chiacchiere
infinite in palazzi di vetri

Tu il silenzio e il silente
hai proferito una sola
Parola pregna di tutto
per tutti per sempre.

(don Giorgio)

Mosul © UNHCR

 
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Pubblicato da su 7 agosto 2019 in Poesie

 

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Meraviglia dell’alba

Van Gogh – Campo di grano all’alba – 1890
Museo Kröller-Müller, Otterlo (Olanda)

Meraviglia dell’alba,
tenera si appoggia
nei suoi tenui colori
sulla striscia dei colli
sulle foglie degli olivi
sui due piccioni
sul comignolo del camino
                        e quell’aria
fresca che sa della prima,
soffiata sul cosmo
e sulle narici dell’uomo,
l’atto del suo respiro
l’infinito ritmo tra
dentro e fuori immersi
nel medesimo soffio
                        quella sottile
speranza sui panni stesi
che rincuora e rialza
gli steli ripiegati:
bevono avidi
la goccia di aria umida
che dentro vi scende.

(don Giorgio)

 
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Pubblicato da su 2 agosto 2019 in Poesie

 

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