RSS

Archivi tag: Maria

Omelia di don Giorgio

A Firenze festa della Dedicazione della Chiesa Cattedrale.

“Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta e preziosa, anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale” 1Pt 2,4-5

Un pensiero sintetico schematico.
Ognuno poi proceda per conto proprio.

Il nodo centrale dell’evento del Cristo sta nel rovesciamento delle categorie abituali, anche di quelle religiose, a volte standardizzate.

Dio è senza misura, sconfinato, in quanto tale non può essere contenuto da nulla e da nessuno.

Eppure Maria, la donna di Nazaret, ha contenuto nel suo grembo l’incontenibile.
Lo Smisurato si è posto nella misura dl ventre di Donna.
La chiesa ha cantato dai primi secoli:
quello che il cielo e la terra non possono contenere,
tu Maria l’ha portato in grembo.

Qui avviene lo snodo decisivo del rapporto tra Dio e l’Umanità.

Il Dio lontano e immenso si è fatto vicino, intimo.

Tu Dio non hai avuto in orrore
di stare nell’utero della Vergine
(Te Deum).

Se vero, davvero sconvolgente.
La mente umana oscilla.
Ma se Dio non superasse la misura umana,
non sarebbe Dio.

il suo gesto è sconvolgente, ma dice la verità e il desiderio di Dio.

Così il Figlio di Dio, si pone nel grembo di Maria,
e quindi anche nella misura di un corpo;
e lui l’eterno si è posto e sottoposto alla misura del tempo, tanto da crescere in grazia età e sapienza.

Poi Cristo, nell’Ultima/Prima Cena,  si mette nella misura del pane e del vino,
e nella misura della capacità umana di accoglierlo. Nelle mani dell’uomo, nella sua bocca e nel suo corpo. Ma il pane è così pane come quella sera.

Dopo continua a stare con noi, limitandosi nello spazio del Tabernacolo.
Presenza misteriosa ma reale.

Ma ha desiderato ardentemente tutto questo per portarsi nel corpo di ogni uomo.
Bussa alla porta del cuore dell’uomo….

Perché il vero tempio di Dio è il cuore dell’uomo, il suo corpo.
E noi siamo pietre vive del futuro e definitivo tempio di Dio.

Due cose.
– Dio ci vuole vivi, non come cose morte. Neppure la natura ‘è morta’!! che strano nome dato a quadri vivi, così vivi. Lui è il Dio dei vivi, dei viventi.

– il futuro ci appartiene e noi apparteniamo al futuro.
Non si lavora per preparare un futuro da cui noi siamo esclusi.

Dio cu vuole vivi e per la futura sua e nostra casa.

E questo è vero a tal punto che se manchiamo noi da quella costruzione,
se ci manca qualcosa di noi lasciato indietro o smarrito,
se non sviluppiamo tutti i talenti, i doni che abbiamo ricevuto,
manca qualcosa al Corpo di Cristo.

Ne viene che allora ognuno di noi è indispensabile,
non perché tu sia ‘chi sa chi’, ma perché Dio ha disposto così.
Ti ha posto e voluto in questa prospettiva ultima.

La Chiesa è, o dovrebbe essere la realtà di questi ‘noi’ abitati da Dio.

Per cui il vivere nostro, è Dio stesso, la persona e la vita di Cristo,
il resto passa in secondo ordine; il resto è spazzatura. Passa la figura di questo mondo.
Passerà anche tutta l’armatura ecclesiale, tutte le varie cariche, le varie posizioni.
Non serviranno più. I ‘punteggi’ della Chiesa verranno smontati, per lasciare in tutto il suo splendore quello che Dio ha pensato da sempre.

I primi padri della chiesa già distinguevano tra ecclesiale, la persona radicata e affezionata al mistero di Dio,
e ecclesiastico la persona che approfitta del posto per fare mostra di sé, cercando posizione e abiti eleganti.
Distinguevano infatti anche tra chi vestiva di bisso (abito raffinato e costoso), o indossava un semplice saio, un sacco.

Ancora oggi, come cristiani, siamo chiamati a vivere e testimoniare questa realtà.

Non schiacciati dalla formalità ma portando sempre e dovunque, il mistero della presenza di Dio.
Che traspaia dal nostro essere ‘come luce dall’alabastro’.

Essere come Maria, quando portava il Figlio in sé e quanto lo seguiva, a modo suo, nei passi adulti e liberi del Figlio che lei aveva fatto crescere e l’aveva educato, facendo venire allo scoperto le sue doti, le sue verità profonde. Fate quello che vi dirà.

Tribolando ma anche gioendo come fa e sa ogni vera madre.

Scarica il testo in formato pdf (208 KB)

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 6 novembre 2019 in Omelie

 

Tag: , , , ,