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Omelia di don Giorgio – S. Natale 2019

«E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» Gv 1,14

Marc Chagall, Natività, 1941

Prendiamo per buono il messaggio che ci giunge con il Natale: Dio, il Figlio di Dio si è fatto Uomo.
Facendosi uomo, ha preso un corpo di carne come il nostro, che si sviluppa crescendo.
Ciò sta a dire che ha preso anche il destino dell’esistenza umana, il percorso che va dalla nascita alla morte.

Tale evento ci dice, intanto, come Dio pensava l’Uomo, come lo immaginava.
Lo voleva realtà positiva, totalmente positiva, che non agisce male, né fa del male. Come Cristo.
Una persona veritiera, che dice la verità senza guardare in faccia a nessuno.
Chi di voi mi può accusare di peccato? di una azione malvagia?
Anche Pilato, in tribunale, è costretto a dire: io non trovo in lui nulla di male.
San Pietro dirà: è passato operando il bene.

Che ha fatto? Ha amato. Semplicemente.
Non per nulla, anche prima di uscire da questo mondo, ha ripetuto più volte:
vi ho chiamati amici, vi ho svelato il mio cuore.
Amatevi come io vi ho amato.
Questo è il mio comandamento, che vi amiate gli uni gli altri.

Io vi ho dato l’esempio. Mi sono abbassato verso di voi.
Vi ho lavato i piedi.
Io, il Signore, il più grande fra di voi, mi sono fatto piccolo per servirvi.
Anche voi fatevi servi gli uni degli altri. Non spadroneggiate.
Non sentitevi superiori, ma servitori.

Nel frattempo Cristo ha mostrato che esiste anche il male. Ci direbbe: Certo, lo so.
È proprio la mia presenza che lo ha scovato, lo ha tirato fuori, allo scoperto.
Io sono la luce. La luce stana le tenebre. Le tenebre sono tante.
Le tenebre della menzogna, della falsità, della finzione, dell’ostilità, dell’odio, della voglia omicida di chi vuole eliminare anche chi solo con la sua presenza gli ricorda il proprio male.

E questo da quando sono nato.
La menzogna e la voglia omicida del re Erode.
Per uccidere me, ha fatto strage dei bambini sotto i due anni, sperando di fare fuori il Cristo nato. Per far fuori uno, ha fatto una strage di molti.
Al male non importa la vita degli altri. Ai gestori delle guerre e dei poteri.

Man mano che Cristo procede nel suo vissuto, mentre espone sempre di più il suo amore,
si espone lui stesso all’attacco di chi lo vuole eliminare.
All’inizio stesso del suo insegnamento a Nazaret lo vogliono gettare dalla rupe.
Lo spingono fin sul ciglio, ma lui evade e si allontana.

Poi alla fine, grazie al tradimento di Giuda lo arrestano e lo crocifiggono.

In tal modo il Dio fatto Uomo – ecco l’Uomo – attesta che l’esistenza umana è drammatica.
Che essa procede in una lotta continua tra verità e menzogna, tra vita e morte. Senza tregua.

Ma lui, il Figlio di Dio e il Figlio dell’Uomo, ha accettato di morire,
per dire con chiarezza che non spetta alla morte l’ultima parola sull’uomo.
Che la morte non ottiene la vittoria definitiva. Che l’odio viene distrutto.

Anche per questo Cristo è nato. Appena nato è avvolto in fasce, in bende.
Bende simili a quelle usate per avvolgere il corpo di un defunto.
Il bambino nato giace in fasce come giace nel sepolcro una salma.
La grotta della nascita, è anche la grotta della tomba.
C’è uno strano rapporto tra quella nascita e quella morte.

Per dire una cosa: né le bende strette, né la pietra sigillata possono trattenere la Vita.
Cristo che è uscito dal grembo di Maria,
esce dal grembo della terra,
esce dalle viscere della pietra. Esce dalle doglie della morte.
Riprende il corpo, che aveva preso da Maria, e lo porta con sé presso Dio suo Padre.

Allora ci vengono dette più cose insieme.

La vita dell’uomo non finisce su questa terra, non resta rinchiusa in questo mondo,
non è prigioniera di questo tempo.
L’uomo è fatto per molto di più che per se stesso.
È fatto per volare alto e entrare dentro la vita divina.

Icaro voleva volare, raggiungere il sole. È il sogno dell’uomo, da secoli, da millenni.
Mentre Icaro si avvicina sempre più al sole, la cera, che teneva unite le penne delle ali fabbricate,
si è sciolta e l’uomo è precipitato.

L’aereo moderno ci dice: il sogno dell’uomo e anche il suo dramma.
L’uomo è fatto per andare oltre il cielo stesso, oltre i pianeti.
È fatto per entrare nei cieli dei cieli.
Nonostante tutto non lo può da solo. Non può arrivare fino in fondo.

Nell’alto più alto, ci si entra con le due ali dell’amore:
l’amore di Dio e l’amore del prossimo. Ali che Dio ci ha donato.
Possiamo volare alti vivendo il corpo con le ali dello Spirito. Amando, volando alto.
Il gabbiano non è fatto per razzolare come una gallina.

Se si ama, la vita umana e i rapporti umani si trasfigurano.
Chi non ama, chi finge di amare diventa gelido, è gelido, e rende tutto gelato. Rigido.
Il cuore e il mondo divengono una ghiacciaia che non conosce la luce della festa.

Questo intanto ci dice il Natale. Ama, ama sempre.
Non stare incurvato su di te. Non stare ripiegato su te.

Cerca l’esito ultimo buono. Non basta il successo qui in terra. Cerca il trionfo ultimo.
La vita risorta. L’amicizia trovata e custodita.

Qualsiasi tipo di dipendenza rende schiavi: il gioco, l’evasione sessuale, la varie macchine, le scommesse, l’ultimo ritrovato della tecnica, l’ebbrezze estreme della velocità, dei tuffi rischiosi, dei percorsi su nevai e su fiumi con cascate successive…..
Si rischia di entrare in un giro infernale che non sazia.
Sono sabbie mobili che ti risucchiano, che stritolano.

Abbraccia il Cristo. Prendi il Bambino sulle braccia. Accarezzalo, fallo ridere.
Guarda i suoi occhi. Bacialo.

È disarmante.
È anche terribile sentirsi rifiutati da un bambino. Ti sgomenta se non ti fa un sorriso.
Perché non mi sorride? Chi sono? Cosa sono diventato, se un bambino ha paura di me?

Ma quello che accade con un bambino, accade con tutti.
Con le persone che ami in un modo più intimo.
E con le altre persone con le quali ti trovi a vivere.

La sfida più o meno nascosta, la competizione sotterranea o manifesta rovina i rapporti.
Personali, familiari, internazionali.
Questo bisogno di umiliare l’altro, anche di sopprimerlo.
Sembra davvero che la guerra sia l’unico sport universale.
Ed è così dispendiosa, così negativa, così portatrice di fame e morti, morti a non finire.
Che senso ha? Che senso hanno l’odio, il disprezzo?

Pace in terra dice il Cristo. Pace nei cuori degli uomini.
È possibile la pace. Basta fare il passo decisivo…

Ritrovare la pace, ritrovando Dio, il Cristo, pregando.
Dobbiamo ritagliare spazi di silenzio e di ascolto, dove trovare la connessione con Dio.

Non è certo lui che impedisce l’umano.
Lui che ha creato l’uomo. Lui, che si è fatto Uomo, ne vuole la pienezza realizzata.

Si è fatto Uomo grazie a una Donna, Maria, Donna semplice. Ma col cuore sano. Integro. Capace di fidarsi, di donarsi, di amare. Senza strafare, amando nel feriale, nel quotidiano,
nelle cose di sempre, quelle cose abituali che, per chi sa vedere, sono infinite, immense.
Il feriale, vissuto col cuore giusto, è divino.

Questo prepara una vita piena e vi conduce.
Il presentimento, un anticipo se ne può avere già ora.
Qui in terra. Nei rapporti personali. Dove non prevale il mio io, ma l’Amore,
il nostro volere amare. Mettersi in dono e perdono.
Sapendo che c’è più gioia nel dare che nel ricevere.
Il donare con gioia, fa l’allegrezza del cuore e dei rapporti.
Vedendo di nuovo la luce della stella, i magi gioirono grandemente.

Questo si può ripetere anche per noi.
Che il CRISTO ci faccia dono della pace, dell’amore e dell’allegrezza.
E che queste risplendano sui nostri volti e tra i nostri rapporti.

Buon Natale.

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Pubblicato da su 26 dicembre 2019 in Omelie

 

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Lettera di Natale di don Giorgio

Lettera di Natale per adulti genitori e ragazzi

Entrando in chiesa nella Pieve e vedere molte stelle, alte attorno all’altare,

vederle splendere, fa un grande effetto, ti apre il cuore.

Vola alta la SPERANZA. Ogni bambino ha desideri, OGNI BAMBINO E’ DESIDERIO.

Un filo esile lega quelle stelle. Per non perdere il contatto con la terra,

ma anche per non far morire i SOGNI. Farli crescere, che vadano come aquiloni, come uccelli,

che vadano al sole, nel cielo e nel più alto dei cieli.

 

È di lì che è sceso IL SOLE per nascere in una stalla illuminata da una stella.

È entrato BAMBINO, deciso a vivere IL DESTINO DI UOMO.

Non per rimanere chiuso nel recinto degli uomini, nei loro labirinti fatti di proposte vane, di corto respiro. Cristo è uscito dal labirinto. Ha lasciato un filo da seguire e inseguire.

Perché l’uomo è fatto di terra ma per il cielo. Cammina ma il suo destino è il volo.

 

Il cielo è fatto di luce e di verità, di calore e di amore, dell’aria buona della pace.

Pace che Cristo vorrebbe portare in terra. PACE IN TERRA.

Basta che gli uomini afferrino quel filo, lo seguano, come orientamento e come forza segreta.

Ancora oggi Cristo si presenta come VIA VERITA’ E VITA.

Non capisce perché gli uomini ne hanno paura.

Vorrebbe che i grandi, gli adulti, che I GENITORI si facciano vicini ai loro figli.

Capaci di educare SAPENDO INDICARE E ORIENTARE.

Senza fuggire, senza avere fretta per tante cose non tutte e non sempre così essenziali.

Ritrovare il SILENZIO, la PREGHIERA, perché no! Che male fa annaffiare il proprio cuore, la propria anima. Si mettono dentro e fuori i vasi a seconda del tempo.

Anche l’uomo ha bisogno di sole e acqua. Mettersi esposti a Cristo, alla sua parola

Abbracciarlo. Seguirlo.

Si riempiono di regali i figli… per colmare quali vuoti? Di chi? I propri vuoti?

Perché non donare il Cristo… non è una camicia di forza. Non è un sedativo.

È fuoco. È amore. È esplosione di vita. È fonte di gioia vera.

Non è efficace, ma è fecondo. Ha la lentezza e la forza del seme.

L’adulto dovrebbe saperlo. Anche in questo accompagnare i figli.

Non per una infantile nostalgia, ma per la verità del proprio essere, della propria vita.

I genitori sono chiamati a dare la mano ai figli. Anche pregando.

Anche accompagnandoli – senza andarsene via quasi fuggendo di soppiatto – alla PAROLA, alla Messa. Almeno qualche giorno festivo.

Non è tempo perso. Superata la prima resistenza, poi si trova la pace.
Il cuore torna leggero.

E vola alto come le stelle dei figli. E senza saperlo si vive quello che san Paolo, scrivendo agli abitanti di Filippi, chiede a coloro che seguono e abbracciano CRISTO:

siate irreprensibili e illibati, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione tortuosa e sviata,
qui voi brillate come astri nell’universo, tenendo alta la parola di vita (Fil 2,14-16).

Perché è grande la nostra speranza:

Noi però siamo cittadini del cielo, da dove attendiamo anche, come salvatore, il Signore Gesù Cristo, che trasformerà il nostro misero corpo per uniformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutto l’universo (Fil 3,20-21).

Buon Natale. Che sia vero. Non ‘babbo natale’ ma IL GIORNO DEL CRISTO.

PACE E GIOIA.

don Giorgio

 

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Pubblicato da su 22 dicembre 2019 in Catechismo, Omelie

 

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Mercatino di Natale a Giogoli

Ritorna il tradizionale

mercatino di Natale,

Domenica 3 dicembre
dalle ore 10:00 alle ore 20:00

fra musica e banchi di artigianato, vintage e delizie gastronomiche.
Nel pomeriggio castagne, vin brulè e laboratori per bambini.

Se vuoi partecipare come venditore contattaci al 3393067125

 
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Pubblicato da su 20 novembre 2017 in Altre attività, Generico

 

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